Sicilia a cavallo

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La Storia di Royal Spirit Ka

Royal Spirit Ka è il nostro amatissimo stallone arabo. E' stato vinto da Paolo in una scommessa davvero speciale.
Il suo pedigree è eccezionale. E' nato negli USA nel 2004. Nel 2007 ha vinto il FUTURITY USA di MORFOLOGIA per gli stalloni di 2 anni che è stato l'inizio della sua discesa negli inferi...... 

 

Dopo questo exploit che nel mondo equestre è come vincere la Coppa dei Campioni nel calcio, ROYAL SPIRIT KA è stato acquistato per 70.000 € da un allevatore tedesco. Portato in Europa ha "vinto TUTTO" dappertutto . Le sue monte costavano 2500 €! cadauna Purtroppo lo stile di vita dei cavalli da morfologia è stressante e non tutti reggono ai continui e lunghi spostamenti in camion, alle folle di spettatori, alla tensione delle presentazioni in gara. Royal  non ne poteva più di tutto ciò e ha cominciato a rifiutarsi di salire sul camion, creando enormi problemi. Una volta, cercando di farlo salire a forza, si è ferito superficialmente e così , non potendo gareggiare se non in condizioni perfette, è stato riportato nel suo box. A ROYAL gli si è accesa una lampadina:"se mi ferisco non parto, e quindi faccio in modo di ferirmi per non partire! " Da quel momento ogni volta che si cercava di falro salire sul camion faceva in modo di ferirsi in qualche modo per poter rimanere nel suo box. Ovviamente si possono imamginare i comportamenti anche violenti per cercare di ovviare al problema di non riuscire più a trasportare Royal ai campi di gara e così , da un certo momento in poi,  ROYAL ha messo a punto  ulteriori difese. Nel giro di poche settimane per lui c'erano solo due regole. Primo: io non salgo nel trailer  in nessun modo e mi ferisco se ci provi. Secondo: il box è MIO territorio e nessuno ci deve entrare e voglio essere lasciato in pace li dentro. Terzo: io alle gare non ci voglio andare MAI più Eì così fu.Royal è divenuto totalmente ingestibile. Per pulire il suo box mettevano delle transenne dal suo a quello di fronte, quindi lo "trascinavano" da un box al'altro con un tubo di ferro con dentro un cappio (tipo accalappiacani). Impossibile entrare nel suo box senza rischiare la vita. Impossibile togliergli la capezza, toccargli le orecchie, cercare di portarlo alla corda per  coprire le fattrici.. Royal era andato totalmente via di testa, odiava l'uomo, voleva essere solo lasciato in pace nel suo box. Non parliamo poi di essere montato: nessuno è mai riuscito a mettergli nemmeno una coperta sulla groppa. UN allevatore siciliano lo ha comprato per pochi soldi e lo ha portato in Sicilia: era certo che il suo addestratore avrebbe risolto i problemi: finì in ospedale, attaccato da Royal non appena rimasero soli all'interno del tondino. Lo stesso accadde a un secondo trainer straniero. Niente da fare. Non c'era modo di nemmeno poter iniziare un approccio con questo cavallo che vedeva in qualsiasi essere umano un nemico da abbattere. Trovava pace solo all'interno del suo box, dove nessuno poteva entrare.

Paolo ha saputo di questo cavallo ed è andato a trovare il padrone per proporgli di occuparsene lui. "In due mesi di lavoro da me io questo cavallo lo monto, glielo assicuro". Ovviamente il proprietario: "si vabbè, sei stato dei mesi in america e ora ti senti cacocciola". Insomma allafine misero su una scommessa: se Paolo in due mesi sarebbe stato capace di montare ROYAL e di portarlo dall'ARIONE (dove allora lavorava Paolo)  fino al paese vicino di  LASCARI, Royal sarebbe diventato proprietà di Paolo e Paolo avrebbe addestrato gratuitamente due fattrici del proprietario di Royal. Se non ci fosse riuscito, Paolo avrebbe addestrato gratuitamente 4 fattrici.

Dopo circa sei settimane il proprietario del cavallo ricevette una telefona da un amico di Lascari che gli chiedeva se non esistesse un altro cavallo  identico a ROYAL perchè " C'è Paolo Cricchio in paese in sella a un cavallo che è identico a ROYAL ......e Royal non può essere di sicuro". In questo modo seppe che aveva perso la scommessa. Il proprietairo era stra felice di aver perso la scommessa. Dopo alcuni giorni è venuto a vedere Royal con Paolo in sella e ha persino portato una ventina di suoi amici per una dimostrazione del "nuovo ROyal in maneggio con passo, trotto, galoppo e gran finale disegnando un 8 fra due barili andando all'indietro e uscendo dal maneggio sempre all'indietro! ROYAL è con noi da due anni ormai ed è un cavallo adorabile. Certamente estremamente  nevrile e scattante ma che ha risolto tutti i problemi di rapporto con l'uomo. E' ovvio che tutti i trainer che hanno cercato di avere un rapporto con lui hanno usato violenze e metodi coercitivi che non hanno fatto altro che acuire sempre più a dismisura  i problemi. Ma come ha fatto Paolo a riportarlo a essere un cavallo normale?

Se ti interessano i discorsi puramente tecnici di addestramento avanzato vai pure avanti nella llettura:

In qualsiasi tipo di problema con dei cavalli "difficili" si deve andare a scomporre le problematiche in sotto-problemi e risolverLI  ad uno ad uno fino ad essere in grado di RICOSTRUIRE le fondamenta del cavallo con le "SEI CHIAVI dell'ARMONIA". Quindi i problemi iniziali da risolvere erano:

- Entrare nel box "senza essere uccisi"

- Togliere a Royal  la capezza classica che aveva e che nessuno toccava da quasi due anni.

- Mettergli la capezza / lunghina  di corda che noi usiamo per insegnare tutto al cavallo.

- Nel tondino riuscire a "rimanere" integri  dagli attacchi di ROYAL e lavorare sul "join up" del cavallo per ricominciare a ricostruire un rapporto e una leadership

Poi, e solo poi,   si sarebbe potuto cominciare con le SEI CHIAVI.

Entrare nel Box senza essere uccisi.
Non appena si apriva il box ROYAL si metteva con la testa in un angolo pronto a scalciare con entrambi i posteriori a tutta forza non appena si faceva un passo dentro. Quindi si doveva spiegare e insegnare a ROYAL: "Quando entro ti devi girare con la testa verso di me" in modo da non essere sotto il tiro dei suoi calci di posteriore. Per farlo Paolo ha adottao questo sistema. Aperta  la porta, il cavallo si piazzava nell'angolo pronto a scalciare. Paolo con il lazo in mano avvolto su se stesso gli lanciava nel posterire la corda avvolta su se stessa. Royal calciava. Ha raccolto la corda e l'ha rilanciata fino a quando ROYAL ha smesso per la prima volta di calciare. In quel preciso istante Paolo ha raccolto la corda ed è andato via richiudendo la porta.

E' tornato dopo un oretta e ha ricominciato fermandosi di lanciare la corda e andando via immediatamente dopo che ROYAL non reagiva con un calcio al lancio dell acorda nel posteriore.

facendo cos' per un paio di giorni Royal si è abituato a NON scalciare quando gli si tirava la corda sul posteriore.

 

 

A questo punto gli si doveva spiegare e insegnare un secondo concetto: "Quando ti tiro la corda nel posteriore devi anche girarti con la testa verso di me". Paolo ha cominciato  agettare la corda sul posterire, su un latoi per aiutare a far capire a ROYAl che voleva farlo girare, fino a quando, per la prima volta, lui si è girato verso di lui, non proprio dritto, di lato, ma senza più mostrare i posteriori: ha raccolto la corda ed è andato via. E' tornato dopo un ora e ha continuato fino a farlo girare un poco di più, andando via ogni volta che otteneva un miglioramento fino a farlo girare sempre verso di lui ad ogni apertura della porta.

 

- Togliere a Royal  la capezza classica che aveva e che nessuno toccava da quasi due anni e mettere quella da addestramento solo di corda.
ROYAL NON si faceva toccare in alcun modo. Ora si girava di faccia quando si entrava nel suo box e non scalciava più ma come si poteva mai pensare di avvicinarlo e toccarloper togliergli la capezza e mettergli poi la'ltra da addestranmento? Si doveva lavorare in una situazione protetta, allora Paolo ha pensato bene di usare la porta del box come barriera di contenimento e di divisione fra lui e Royal in questa seconda fase delicatissima. ha aperto solo la parte superiore della porta del box, Royal si è girato verso di lui come gli era stato spiegato e insegnato. A questo punto Paolo ha usato il suo lariat prendendo Royal per il collo (con un nodo nella corda che impediva che si stringesse oltre un certo punto così da non soffocare Royal), poi,lentamente, lo ha tirato verso di lui. Non appena Royal ha fatto il primo passo verso la porta, Paolo ha mollato il lariat, lo ha fatto sfilare via, lo ha raccolto e se ne è andato. Dopo un ora si è ricomnciato, andando via al primo miglioramento di avvicinamento verso la porta del box. Questo estenuante e paziente lavoro si è protratto per akltri due giorni, fino a quando Royal, all'apertura della parte superiore del box veniva alla porta e metteva fuori la testa e stava fermo con Paolo sul suo lato. Paolo non ha fatto altro che spiegargli e insegnargli " Quando apro la finestra del box devi affacciarti e stare fermo".

A questo punto è cominciato un lento approccio con il braccio e la mano che lentissimamente si avvicinavano sempre di più verso Royal, se lui restava fermo a un progresso paolo andava via. Così facendo in alcuni giorni di paziente lavoro è stato capace prima di toccarlo, poi di toccargli le orecchie, poi di sfilargli la capezza vecchia, poi di mettergli quella nuova. Ancora oggi Royal non appena si apre la porta o la finestra del box  subito viene e porge la testa per farsi mettere la capezza. 

- Nel tondino riuscire a "rimanere" integri  dagli attacchi di ROYAL e lavorare sul "join up" del cavallo per ricominciare a ricostruire un rapporto e una leadership.
Per non correre rischi Paolo ha pensato bene di costruire nel tondino una specie di barriera / rifugio come quello usato dai toreri nelle corride. Ha dovuto usarlo unpaio di volte per salvarsi dalla furia devastatrice di Royal che lo ha attaccato a morsi e rampate di anteriore. Poi ha cominciato a riuscire a mandarlo in circolo al galoppo e, con l'uso del lariat come barriera roteante di fronte alla faccia, a fargli cambiare direzione. Ci è voluto tanto tempo  prima che apparissero in Royal i primi segni di sottomissione in questi vorticosi galoppi in tondo a mano destra e mano sinistra. Royal era sudatissimo e Paolo anche. Ai primi chiari segni di sottomissione (abbassare la testa, masticare, soffiare nelle froghe, Paolo lo ha fermato (con il lariat avvolto ora e destra ora a sinistra) lngo il tondino, quindi gli ha teso la mano all'altezza delle narici e piano piano si è avvicinato. Se Royal si muoveva in avanti o all'indietro Paolo lo incitava con il lariat ad andare via e a ricominciare a galoppare in tondo fino a quando Royal è rimasto fermo e si è fatto avvicinare e tocare da paolo. A questo punto, dopo un altro paio di tentativi, Paolo, sempre con la mano all'altezza delle narici" si è girato e andato lentamente via con Royal che lo ha seguito. IL Join up era fatto! Royal ha accettato la leadership di Paolo come capo mandria e tutto è cominciato ad andare in discesa. Sono stati sufficenti  altri due lavori nel tondino sul join up e Royal era pronto per le SEI CHIAVI dell'ARMONIA. In tre giorni di lavoro (un oretta al mattino e un oretta al pomeriggio) Royal le ha imparate tutte e bene. Dopo una settimana di lavoro si è passati a mettere la coperta e la sella. Tutto si è svolto nella normalità perchè ormai a ROYAL erano state costruite le fondamenta su cui poggiava il suo rapporto con l'uomo. Si è fatto mettere la sella senxza particolari problemi rispetto la norma e ha imparato per prime le SEI CHIAVI dell'ARMONIA  anche dalla sella. Prima cosa che ha imparato: andare indietro.  Poi è stato semplice insegnargli ad andare a destra e sinistra prima al passo, poi al trotto e infine al galoppo.

Oggi  rimane solo da insegnare a ROYAL a vivere come un cavallo fra gli altri cavalli. Lui , sin da piccolo, ha sempre vissuto da solo in un box e  NON sa interagire con i suoi simili. Abbiamo cominciato lasciandolo in un paddock con TOTUCCIO, castrone esperto. All'inizio Royal si è presentato altezzoso e arrogante dall'alto della sua bellezza e pedigree. In poche ore TOTUCCIO cli ha fatto capire a morsi e calci cosa vuol dire "anzianità di servizio", "chi ha il diritto di mangiare e bere prima, di sceglliersi l'albero per l'ombra, e così via. Il passo successivo sarà quello di metterlo con due cavalli, e quindi tre. Quando avrà capito come va il mondo e come si comportano i suoi simili vivendo in mandria potrà essere lasciato al pascolo insieme ai castroni (uno solo stallone può stare tranquillamente insieme ad altri castroni, senza femmine e senza altri stalloni). 

 


 

, ch

Last Updated on Sunday, 17 August 2014 08:42

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